Confronta
Controlla continuamente entrata e ritorno.
SCHOOLRapidPro LE ↘LEZIONE 01 · SICUREZZA ELETTRICA
Interruttore differenziale
NIK ci accompagna dentro il dispositivo che tutti conoscono, ma che non tutti verificano davvero.
COMINCIAMO ↓Nella realtà non si riarma alla cieca: prima si individua e si elimina la causa del guasto.
01 COME FUNZIONA
Il differenziale fa un confronto molto semplice: guarda la corrente che entra dalla fase e quella che ritorna dal neutro.
Controlla continuamente entrata e ritorno.
Se manca corrente, probabilmente sta fluendo altrove.
Superata la soglia, apre il circuito e interrompe l’alimentazione.
LEGGIAMO LA TARGHETTA
In, per esempio 40 A, è la corrente nominale del dispositivo nelle condizioni dichiarate. Un differenziale puro (RCCB) non protegge da sovraccarico e cortocircuito: deve essere coordinato con una protezione contro le sovracorrenti. Un magnetotermico differenziale (RCBO) integra entrambe le funzioni.
IΔn, per esempio 30 mA = 0,03 A, riguarda lo squilibrio fra le correnti nei conduttori attivi. Non è la corrente assorbita dall’utilizzatore. Nel trifase il principio resta lo stesso: il dispositivo confronta la somma delle correnti nelle fasi e nel neutro, se presente.
Il 30 mA offre una protezione addizionale nelle applicazioni previste, ma non rende innocuo toccare parti in tensione. Tipo AC/A/F/B, sensibilità e ritardo sono caratteristiche distinte.
02 A COSA SERVE
«Quindi il differenziale evita ogni scossa?»
NIK:«No. Riduce il rischio interrompendo rapidamente il circuito, ma non sostituisce terra, isolamento e protezioni corrette.»
Interviene quando una dispersione può coinvolgere una massa accessibile.
Segnala che una parte della corrente non sta seguendo il percorso previsto.
Una dispersione può essere il sintomo di isolamento deteriorato o di un apparecchio guasto.
03 PERCHÉ ESISTONO PIÙ TIPI
Caricabatterie, inverter ed elettronica cambiano la forma della corrente. Per questo un solo tipo di RCD non può essere la risposta a tutto.

Riconosce dispersioni alternate sinusoidali. È la forma più semplice.
Vede anche correnti pulsanti, tipiche di molti apparecchi elettronici.
È pensata per frequenze miste e carichi elettronici monofase.
Rileva anche correnti continue lisce, dove gli altri tipi possono non bastare.
APPUNTO DI NIK Il tipo non si sceglie “per abitudine”: deve essere compatibile con i carichi e con le indicazioni del progetto e dei costruttori.
! NIK SUPERPOWER
04 PERCHÉ TESTARLO
Cronometra l’apertura del circuito dopo l’iniezione della corrente di prova.
Aumenta gradualmente IΔ fino a trovare la soglia reale d’intervento.
A metà della corrente nominale il differenziale non deve intervenire.
Riunisce ½×, 1× e 5× IΔn con le polarità previste in un flusso guidato.
½ × IΔnnon deve intervenire
1 × IΔnprova nominale
5 × IΔnrisposta rapida
PROVARE UN DIFFERENZIALE CON RAPIDPRO LE
Prima della prova si leggono tipo, IΔn e presenza del ritardo S. Si selezionano sullo strumento i dati del dispositivo reale. Per leggere il risultato servono corrente di prova, forma d’onda, polarità iniziale e tempo misurato.
| Funzione | Che cosa verifica |
|---|---|
| RCD TIME | Tempo d’intervento per tipi AC, A e F; IΔn 30, 100, 300, 500, 650 mA e 1 A. Impostazione dedicata per selettivi. |
| RCD RAMP | Corrente effettiva d’intervento con corrente crescente. Su RapidPro LE è disponibile per AC, A e F con IΔn di 30 mA. |
| RCD AUTO | Sequenza con 0° e 180°; prove a ½× e 1×. Il passaggio a 5× è previsto solo con IΔn 30 o 100 mA. |
La prova comincia in due punti opposti dell’onda. Il tempo può cambiare: si documentano entrambi i risultati e si valuta quello sfavorevole secondo la procedura applicabile.
Per un RCD generale, il manuale usa in AUTO gli esiti t < 300 ms a 1× e t < 40 ms a 5×; a ½× verifica il mancato intervento per oltre 1 s. Sono criteri della sequenza descritta: non si applicano indiscriminatamente ai selettivi S o a ogni forma d’onda.
Attenzione alla dispersione già presente. La corrente dei carichi può sommarsi a quella di prova e anticipare lo scatto. Anche la preprova può far intervenire l’RCD. Un esito inatteso richiede di valutare il circuito, senza limitarsi a ripetere il test.
Manuale RapidPro LE: RCD TIME, RAMP e AUTO. Le forme d’onda delle prove A/F differiscono dalla sinusoidale AC: i valori generati e i limiti si leggono nelle specifiche della modalità selezionata.
05 TENSIONE DI CONTATTO · Uc
Uc è la tensione che può comparire tra una massa accessibile e la terra. Durante la prova non deve diventare pericolosa.
50 Vlimite negli ambienti ordinari
25 Vin alcuni ambienti particolari
06 GENERALE O SELETTIVO
Quando più differenziali lavorano in cascata, il primo a intervenire deve essere quello più vicino al guasto. Così si spegne il solo circuito coinvolto, mentre il resto dell’impianto continua a funzionare.
La dispersione compare sul circuito che alimenta la macchina.
Interrompe il solo ramo interessato e toglie tensione alla macchina.
Nel fumetto anche il generale è da 30 mA: il ritardo illustra l’ordine di intervento. Nella realtà, uguale sensibilità e solo ritardo non garantiscono la selettività totale.
Se il guasto è stato isolato, il generale resta inserito e i circuiti sani continuano a lavorare.
DA RICORDARE La selettività richiede coordinamento in corrente e nel tempo, verificato nelle tabelle del costruttore. Il criterio usuale prevede a monte un dispositivo ritardato con IΔn almeno tripla rispetto a valle, salvo combinazioni specificamente dichiarate. Il fumetto non è uno schema di progetto.
07 DIFFERENZIALI REGOLABILI
Corrente e ritardo regolati in impianto fanno parte della protezione: il risultato deve riferirsi a quelle impostazioni, non a una regolazione temporaneamente più facile da provare.
Una prova eseguita a sensibilità o ritardo modificati non valida la configurazione di esercizio. Per valori fuori campo serve uno strumento adatto.
DOMANDE FREQUENTI · RCD
No. Controlla il funzionamento del circuito di prova interno del differenziale. Non misura la resistenza di terra né documenta tempo e corrente d’intervento: servono prove strumentali distinte.
Sì, da una presa a valle del differenziale da verificare, con collegamenti idonei e seguendo il manuale. La prova riguarda il dispositivo che protegge quella presa; non sostituisce la verifica della continuità del conduttore di protezione.
Per un circuito con neutro, RapidPro LE si collega tra una fase, neutro e PE come indicato dal manuale. Si verificano le fasi previste dalla procedura. Per sistemi senza neutro valgono soltanto i collegamenti espressamente supportati: non si improvvisa un neutro usando la terra.
Il rapporto 50 V / 0,03 A dà circa 1.666,67 Ω, ma riguarda il coordinamento TT con il differenziale. Restano da verificare tempi d’intervento, continuità del PE e le altre condizioni. Con il limite di 25 V il rapporto scende a circa 833,33 Ω. Vedi la spiegazione e la tabella nella lezione LOOP.
Il manuale qui utilizzato indica prove RCD per AC, A e F. La spiegazione didattica del tipo B non implica che RapidPro LE possa provarlo: serve uno strumento che supporti esplicitamente quel tipo.
Riferimenti: manuale RapidPro LE · coordinamento degli RCD, Schneider Electric.

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